SPA – Smart Process Automation oppure Automazione Intelligente del Processo

Secondo quanto tratto dall’Accademia della Crusca il significato della parola spa sarebbe legato alla locuzione latina salus (o sanitasper aquam (o per aquas), cioè ‘salute attraverso l’acqua/le acque’ che induce al rilassamento.

Una traduzione invece in chiave moderna dell’acronimo SPA ci porta a pensare ad un processo veloce di automazione dei processi – Smart Process Automation – che se ben strutturato e aderente a regole e logiche ben chiare, ci evita errori e mantiene “rilassati” tutti gli attori della filiera.

Costruire un percorso di trasformazione intelligente di processi anche complessi, gestire il cambio di ruolo di persone, applicare le corrette metodologie per portare l’intero processo alla corretta fase di maturazione e modernizzazione e un compito non semplice ma possibile.

Dal punto di vista tecnico SPA è un’evoluzione logica della tecnologia RPA – Robotic Process Automation – in cui dei “robot” – intesi come automatismi – utilizzano AI (Artificial Intelligence) e ML (Machine Learning) per eseguire attività cognitive.

Il Team di persone di Endurance Italia si occupa proprio di aiutare le aziende concentrandosi sulla consulenza

strategica e sull’abilitazione programmata delle varie fasi di automazione dei processi utilizzando modelli e metodi acquisiti da esperienze vissute sul campo insieme ai Clienti.

Supportare e guidare i Clienti nella migliore strategia è il percorso metodologico e codificato che condividiamo con tutti gli “attori” che determinano il cambiamento in azienda, un po’ come realizzare un vestito su misura.

Ecco qui di seguito come affrontare per fasi successive l’Automazione Intelligente del Processo

1 – LA FASE INIZIALE

In questa fase si dedica del tempo ad individuare la possibilità di realizzare un POC oppure un Pilota. Per gestire con successo questa fase è importante:

  • UC#1 – Identificare il caso d’uso corretto – o sbagliato – per comprendere come applicare gli strumenti di trasformazione da scegliere successivamente;
  • CM#1 – Gestione del cambiamento – in questa fase e anche nelle successive è importante capire come il lavoro delle persone potrà cambiare e se ci possono essere delle implicazioni contrattuali che bisogna tenere conto;
  • IT#1 – Dipartimento operativo e IT – in questa prima fase non dobbiamo chiedere nessuna disponibilità di infrastruttura tecnologica del Cliente in quanto si appoggerà la dotazione software esternamente per il test necessario;
  • AR#1 – Automazione e rilascio – metodologia che esplora i differenti modi di rilascio centralizzato e si traccia la strada da percorrere per una chiara e condivisa visione dei risultati da ottenere.

2 – LA FASE INTERMEDIA

Già in questa fase potreste avere un piccolo caso in produzione – da pilota a test in produzione – e per mantenerlo è opportuno seguire le seguenti modalità:

  • CB#2 – Analisi costi-benefici (CBA – Cost Benefit Analysis) – identificare i costi ed i benefici iniziali dell’implementazione stimando i costi di alto livello partendo dal caso d’uso iniziale in produzione su bassi volumi d’esercizio.
  • MP#2 – Valutazione ed esplorazione delle migliori pratiche per i processi di re-ingegnerizzazione prima dell’automazione (As-Is) che consente di ottimizzare la base del progetto e valutare le eventuali lacune.
  • PL#2 – Corretta pianificazione del lavoro per ottenere i massimi vantaggi quando si scala a livello Enterprise nell’Automazione Intelligente creando la modellazione del lavoro su larga scala e su più linee di business creando una agenda temporale che copra tutte le fasi del progetto.
  • RL#2 – Logica di rilascio dell’attività di automazione – in questo passaggio ci si muove dalla metodologia tattica applicata a quella vera di gestione del progetto (project management) fino alle decisioni di rilascio del progetto in produzione eventualmente considerando il Cloud come soluzione centralizzata.

3 – LA FASE EVOLUTIVA

Questa fase è molto sfidante perché ci possono essere già in produzione alcuni dipartimenti che potrebbero essere ancora scollegati tra loro in quanto non è avviata ancora la fase di integrazione funzionale definitiva.

E’ opportuno fruttare questi momenti per :

  • SU#3 – Mettere a punto i setup operativi programmati dalla funzione di reingegnerizzazione discussa nel programma iniziale di trasformazione digitale.
  • PS#3 – In questa fase si inizia a pensare come supportare gli utenti in produzione e mettere in connessione l’area di sviluppo per la segnalazione di eventuali bug funzionali.
  • SIT#3 – E’ questo il momento giusto per prevedere una scalabilità della infrastruttura IT utile per la fase di crescita dell’attività.
  • GMOD#3 – La gestione del piano delle modifiche che coprono le fasi di cambiamento sono in genere pronti per l’esecuzione in questa momento.
  • RC#3 – Prima di distribuire la tecnologia e essenziale risolvere eventuali conflitti.

4 – LA FASE DI STABILIZZAZIONE

Arrivati a questa fase vuol dire che abbiamo standardizzato modalità operative e criteri di successo per rendere scalabile il modello progettato. Ecco le fasi da tenere sotto controllo e sviluppare:

  • KPI#4 – Affinamento dei pannelli di controllo delle performance (KPI) e costruzione dei report utili allo sviluppo delle attività.
  • IT#4 – Lo sviluppo della tecnologia IT molto repentina può aiutare a pensare in questa fase all’impiego di una piattaforma cloud oppure dell’intero sistema in logica di servizio sempre in Cloud con un modello decentralizzato.
  • LD#4 – Un passaggio finale importante per definire con il dipartimento delle risorse umane i risultati ottenuti dall’introduzione e l’implementazione di processi di Trasformazione Digitale Intelligente all’interno dell’azienda in modo tale che siano utili a tutti anche le persone non direttamente interessate al cambio di processo. Questo passaggio è importante per rendere trasparente a tutti i dipartimenti in azienda che il processo è stato rilasciato in produzione.

Questa percorso a fasi codificato permette alle aziende che decidono di investire nell’implementazione di una Trasformazione Digitale Intelligente , di prendere decisioni critiche sulla base di dati e le migliori pratiche catalizzando il cambiamento attraverso segnali forti sia all’interno dell’azienda sia all’esterno per produrre maggiori guadagni ed efficienza operativa.

A questo modello di approccio si affiancano alcuni Tool che il Team di Endurance Italia mette in campo come :

  • Identificazione del caso d’uso e suo punteggio (scoring) in base ad alcuni criteri e guida che aiuta alla determinazione della sostenibilità dei processi di business per la transizione all’automazione Intelligente in base a delle metriche specifiche.
  • Disegno del flusso all’interno del caso d’uso identificato.
  • Illustrazione e rappresentazione tramite infografica del processo adottato e validato.

 

Abbiamo voglia di ascoltarti qui

 

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2018-12-03T09:46:45+00:003 dicembre 2018|Diario di bordo|0 Commenti

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